Appello di Alberto Pallotti, Biagio Ciaramella ed Elena Ronzullo: «I politici inseriscano la sicurezza stradale nei loro programmi elettorali». Strade pericolose: il caso della SP ex SS35 Via Pavese

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE UNITARIA FAMILIARI E VITTIME ODV Appello di Alberto Pallotti, Biagio Ciaramella ed Elena Ronzullo: «I politici inseriscano la sicurezza stradale nei loro programmi elettorali». Strade pericolose: il caso della SP ex SS35 Via Pavese «I politici italiani inseriscano nei loro programmi di partito la sicurezza stradale». A lanciare l’appello sono Alberto Pallotti e Biagio Ciaramella, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime ODV e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV. Il prossimo 25 settembre gli italiani saranno chiamati al voto. https://www.facebook.com/…/a.14515482…/2859030384403154/ I vari partiti iniziano la campagna elettorale. «È necessario che ciascun partito e ciascuno schieramento inseriscano nei propri programmi la sicurezza stradale», ribadiscono Pallotti, Ciaramella e Ronzullo, che aggiungono: «Anche se le vittime della strada non votano, i loro familiari sì. Di questo i politici devono tenerne conto. Parliamo di numeri enormi, se si considera che ogni giorno sulle strade italiane muoiono 12 persone e tantissime altre rimangono ferite, spesso anche in maniera gravissima. Come rappresentanti delle nostre associazioni siamo stanchi di dover ricominciare a sensibilizzare la classe politica ogni cinque anni, o comunque a ogni appuntamento elettorale. Sotto questo Governo abbiamo lavorato tantissimo», continuano, «siamo stati auditi alla Camera e al Senato, abbiamo lanciato appelli e proposte, mandato lettere ai ministri, chiesto al ministro dell’Istruzione di inserire la sicurezza stradale nei programmi scolastici. Ora, come sempre accade, tutto il nostro lavoro verrà annullato e dovremo ricominciare tutto da capo. Siamo stanchi: la sicurezza stradale dovrebbe essere una priorità, a prescindere dagli appelli delle associazioni e delle famiglie. È ora che i politici italiani si impegnino, non solo a voce, per garantire strade sicure e giustizia per le vittime degli omicidi stradali». Pallotti, Ciaramella e Ronzullo proseguono: «Chiunque tra i politici vorrà inserire la sicurezza stradale tra i propri programmi, troverà il nostro appoggio. Siamo anche disposti a metterci a disposizione di chi deciderà di abbracciare la nostra causa. Potranno contattarci e interloquire con noi. Solo chi ha perso un proprio familiare sulla strada e sta soffrendo può capire quanto sia importante la sicurezza stradale e quanto garantire una giustizia vera. Aspetteremo fino a settembre, poi valuteremo i programmi di ciascuno schieramento politico e informeremo le migliaia di nostri iscritti. Solo chi è disposto a lottare per la sicurezza stradale e la giustizia per le vittime dell’omicidio stradale merita il nostro appoggio e il nostro voto». Intanto, alle associazioni continuano ad arrivare segnalazioni da parte dei cittadini su strade pericolose sia a causa della scarsa manutenzione del manto stradale e sia per la poca o assente attenzione ai limiti di velocità. È il caso della SP ex SS35 Via Pavese, che collega la provincia di Pavia con Milano e che è nota agli automobilisti per la pericolosità soprattutto lungo il tratto che va dallo svincolo della tangenziale ovest di Milano uscita 9 Ticinese sino alla nuova rotonda del nuovo sovrappasso sul Naviglio Pavese, che dopo Moirago (MI), permette di raggiungere Zibido S. Giacomo (MI). Qui auto, moto e addirittura anche mezzi pesanti corrono a velocità sostenuta, causando spesso incidenti e un rumore che crea disagi ai residenti. Eppure, per limitare il problema basterebbe un controllo costante e puntuale della velocità, anche tramite gli appositi rilevatori. Ma finora, nonostante tanti incidenti e tante segnalazioni e denunce, nessuno ha fatto niente. Per info: www.vittimestrada.eu Biagio Ciaramella, cell. 330 443 441 giustiziaperluigi@gmail.com

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